Montare finestre nuove senza rimuovere il vecchio telaio è una pratica ancora diffusa, ma nasconde rischi che si pagano dopo pochi mesi. La sostituzione infissi senza opere murarie piace a molti perché sembra pulita e veloce: il serramentista arriva, fissa il nuovo sul vecchio, sigilla e in poche ore se ne va. Peccato che quel risparmio di tempo e polvere si traduca quasi sempre in spifferi, muffa, condensa e infiltrazioni, oltre che in prestazioni termiche molto inferiori a quelle promesse. Il motivo è semplice: il telaio originale, specie se datato o in ferro, continua a comportarsi da ponte freddo e compromette il lavoro del nuovo serramento.
Nelle prossime righe spieghiamo perché la posa su telaio esistente crea danni strutturali che peggiorano nel tempo, cosa dice la norma UNI 11673-1 a tutela di chi acquista e quali voci deve contenere un preventivo serio. Vedremo anche perché le opere murarie fanno meno paura di quanto si creda e come distinguere un posatore competente da chi cerca solo di abbreviare il lavoro.
Quando si sceglie di sostituire finestre senza opere murarie, il nuovo serramento viene letteralmente appoggiato e fissato sul telaio preesistente. Il risultato immediato sembra accettabile, ma nei mesi successivi emergono criticità che è bene conoscere prima di firmare qualsiasi contratto.
Il primo guaio è il ponte termico. Il vecchio controtelaio, spesso in ferro o in legno deteriorato, continua a trasmettere freddo dall’esterno verso l’interno. La nuova finestra, magari in PVC o alluminio a taglio termico, perde gran parte della sua capacità isolante perché appoggiata su una struttura che non isola affatto. Si paga un prodotto di qualità e lo si monta su una base che ne annulla le prestazioni.
Il secondo problema riguarda lo scarico dell’acqua piovana. Ogni telaio ha fori di deflusso e pendenze studiate per espellere l’acqua verso l’esterno. Sovrapponendo due strati, il percorso dell’acqua si altera: ristagni, infiltrazioni e umidità di risalita diventano quasi inevitabili. La conseguenza più visibile è la muffa attorno alla finestra. Lo spazio vuoto tra vecchio e nuovo telaio diventa una camera umida dove la condensa si accumula, creando aloni neri sulle pareti che sono difficili da eliminare senza rifare la posa.
Anche la tenuta meccanica ne risente. Il nuovo infisso non è ancorato al muro ma a una struttura che potrebbe essere già instabile, arrugginita o tarlata. Con il tempo, gli ancoraggi perdono presa e la finestra inizia a vibrare, a chiudere male, a far passare aria. Senza contare la riduzione della superficie vetrata: per incastrare il nuovo serramento dentro il vecchio telaio si usano profili più stretti, sacrificando proprio la luce naturale che una finestra dovrebbe garantire.
La norma UNI 11673-1 stabilisce i criteri per una posa in opera che preservi le prestazioni del serramento. Due indicazioni sono fondamentali e non lasciano spazio a interpretazioni. La prima: il vecchio telaio va sempre rimosso. Solo così si può controllare lo stato del muro, eliminare eventuali parti ammalorate e preparare una base solida per l’ancoraggio. La seconda: la posa deve essere progettata. Non ci si può affidare all’improvvisazione del momento, servono materiali specifici e una sequenza di lavoro definita in base al tipo di parete e di infisso.
Rimuovere il telaio originale significa tagliare i vecchi ancoraggi, estrarre il controtelaio, sistemare il fondo con malta cementizia e ripristinare gli spigoli. Non si abbattono muri portanti, non si aprono tracce negli impianti. Le opere murarie necessarie sono minime e un posatore preparato le esegue in mezza giornata lasciando la casa pulita. La paura di calcinacci e giorni di cantiere nasce da esperienze fatte con aziende poco attrezzate, non dalla reale complessità del lavoro.
Un preventivo serio per gli infissi sostituzione deve citare espressamente la UNI 11673-1 e includere la rimozione completa del telaio preesistente, il ripristino della muratura e la posa con materiali certificati. Chi propone il montaggio su telaio esistente sta offrendo un lavoro più rapido per sé, non un vantaggio per il cliente. Il guadagno di tempo si trasforma in una perdita di prestazioni che resta nascosta finché non arrivano i primi freddi o le prime piogge.
Prima di firmare, occorre controllare alcune voci precise. La rimozione del vecchio telaio deve essere scritta nel dettaglio: non basta un generico “smontaggio”, serve l’indicazione che si procederà alla demolizione del controtelaio e al ripristino della sede muraria. Va verificato anche che il documento citi la norma UNI 11673-1 come riferimento per la posa.
Diffidare di frasi come “così non rompiamo niente” o “è più veloce e meno invasivo”. Dietro queste rassicurazioni si nasconde la volontà di scaricare sul cliente i rischi di un lavoro approssimativo. Un serramento nuovo ha un costo che corrisponde a un valore preciso in termini di comfort, isolamento e durata. Se viene montato senza rimuovere il telaio vecchio, quel valore non si realizza mai davvero. Peggio ancora, i difetti emergono quando la garanzia sulla posa è già scaduta e l’unica soluzione è rifare tutto da capo, spendendo due volte.
La stessa logica vale per chi deve sostituire porte interne senza opere murarie. Anche in questo caso, fissare un’anta nuova su un telaio usurato significa ereditare tutti i difetti del vecchio: cerniere che cedono, spigoli fuori squadro, luce netta ridotta. Il tempo risparmiato al momento dell’installazione si paga con un risultato estetico e funzionale scadente.
L’attenzione va posta anche sulla scelta del posatore. Un’azienda che insiste per la posa in sovrapposizione sta comunicando un limite di competenze: non ha la capacità o la volontà di eseguire una posa a regola d’arte. Un artigiano qualificato sa gestire le opere murarie minime, protegge i pavimenti e gli arredi, aspira la polvere con strumenti professionali e lascia la casa esattamente come l’ha trovata, con la differenza che la finestra è ancorata al muro e non a un rottame nascosto dietro il profilo nuovo.
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Ro.Mi. SUD non punta solo a venderti un infisso, ma la mission è quella di rendere perfetta la tua scelta, libera da ogni problematica successiva.
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