Dal 25 dicembre 2025 è operativo il Conto Termico 3.0, lo strumento che sostituisce le precedenti versioni dell’incentivo e introduce regole aggiornate per chi vuole migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Tra gli interventi ammessi rientra anche la sostituzione di finestre e infissi, un lavoro che incide in modo diretto sulla dispersione termica e sul comfort abitativo.
In questa guida vedremo chi può accedere al Conto Termico 3.0, quali tipologie di serramenti sono ammesse, quali spese vengono coperte, quanto si può ottenere e come si presenta la domanda al GSE. Se lavori nella pubblica amministrazione o gestisci un immobile del settore terziario, troverai indicazioni utili per capire se il conto termico infissi 2026 può fare al caso tuo.
Il Conto Termico 3.0 individua due macro-categorie di beneficiari per la sostituzione dei serramenti. Da un lato ci sono le amministrazioni pubbliche, che includono enti statali, regionali e comunali, autorità portuali, istituti per le case popolari e cooperative di abitanti iscritte all’albo nazionale. Dall’altro lato ci sono i soggetti privati, ma solo quando operano su immobili del settore terziario come uffici, strutture ricettive, commerciali, sanitarie o scolastiche.
Resta escluso l’ambito residenziale privato: chi possiede un appartamento o una villetta a uso abitativo non può accedere al Conto Termico 3.0 per cambiare gli infissi di casa. Questo è un punto che crea spesso confusione, perché altri bonus edilizi prevedono invece l’apertura ai privati cittadini.
Per verificare l’ammissibilità bisogna considerare la categoria catastale dell’immobile: gli edifici a destinazione terziaria rientrano in specifiche classificazioni che vanno dal gruppo A/10 per gli uffici fino ai gruppi B, C, D ed E per attività commerciali, industriali e artigianali.
Nel prossimo paragrafo vedremo nel dettaglio quali caratteristiche tecniche devono avere gli infissi per essere incentivati.
Il conto termico infissi 2026 prevede requisiti tecnici precisi per l’ammissione all’incentivo. Sono incentivabili le chiusure trasparenti che delimitano il volume climatizzato di un edificio esistente, quindi finestre e porte-finestre verso l’esterno, vetrate fisse o apribili con funzione isolante e infissi con vetri basso emissivi o doppi e tripli vetri ad alte prestazioni.
Rientrano nell’agevolazione anche eventuali sistemi di schermatura integrati nell’infisso stesso, come tende tecniche o componenti ombreggianti che contribuiscono al miglioramento delle prestazioni energetiche. Non sono invece ammessi gli infissi interni, quelli che si affacciano su vani non riscaldati o gli elementi puramente decorativi senza funzione isolante.
Per essere ammessi, i nuovi serramenti devono garantire un miglioramento della trasmittanza termica, ovvero il valore U, rispettando i limiti stabiliti dagli allegati tecnici del decreto. Le sostituzioni possono essere integrali oppure parziali, come nel caso della sola sostituzione del vetro o del telaio, a condizione che il risultato finale porti a un beneficio energetico concreto e misurabile.
Più avanti approfondiremo quali documenti servono per dimostrare il rispetto di questi requisiti.
Il Conto Termico 3.0 copre una serie di voci di spesa legate alla sostituzione dei serramenti. Si parte dalla fornitura e posa in opera di nuove finestre, porte-finestre e vetrate isolanti, per arrivare allo smontaggio e alla dismissione degli infissi preesistenti. Sono incluse anche le integrazioni o sostituzioni parziali dei componenti vetrati e gli interventi migliorativi su telai e accessori che contribuiscono all’isolamento.
Tra le spese ammesse rientrano inoltre la progettazione, la diagnosi energetica e la redazione dell’APE, oltre alle eventuali opere accessorie necessarie per una corretta installazione. Tutte le uscite devono essere documentate in modo chiaro e riferite esclusivamente a interventi su edifici esistenti e climatizzati.
Sul fronte degli importi, l’incentivo può arrivare fino al 65% delle spese ammissibili, con erogazione in rate annuali per cinque anni da parte del GSE. Per i Comuni con meno di 15.000 abitanti è prevista una copertura del 100%, purché gli edifici oggetto dell’intervento siano utilizzati direttamente dall’ente comunale.
Nel prossimo paragrafo vedremo come si presenta la domanda e quali sono i passaggi pratici da seguire.
La richiesta del Conto Termico 3.0 per la sostituzione degli infissi si presenta attraverso il Portaltermico, la piattaforma online gestita dal GSE. La procedura è interamente digitale e richiede alcuni passaggi obbligatori che vanno seguiti con attenzione per evitare errori o ritardi nell’approvazione.
Il primo passo è la registrazione sul portale: il soggetto responsabile, o un delegato, deve creare un account e accedere all’area riservata. Si procede poi con la compilazione della scheda-domanda, un modulo tecnico dove vanno indicati i dati dell’intervento, dell’edificio e dei soggetti coinvolti.
La documentazione da caricare include fatture e pagamenti, la relazione tecnica asseverata da un tecnico abilitato, la diagnosi energetica o l’APE se richiesti, e le dichiarazioni di conformità con le schede tecniche dei prodotti installati. Il GSE valuta la domanda e, se conforme, definisce il contratto per l’erogazione dell’incentivo. Un aspetto da non sottovalutare riguarda la tempistica: la domanda va presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori. Conservare tutta la documentazione tecnica e fiscale fin dall’inizio dell’intervento è la strategia migliore per evitare intoppi nella fase di verifica.
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