Il risparmio energetico con gli infissi è uno degli interventi più concreti per abbattere i costi di luce e gas senza rivoluzionare l’intera abitazione. Finestre datate, telai deformati e vetri inadeguati sono responsabili di dispersioni termiche che arrivano a pesare fino al 40% sulla bolletta energetica complessiva. Nel 2026, scegliere infissi a risparmio energetico significa adottare soluzioni tecniche precise che garantiscono comfort reale in ogni stagione e un recupero dell’investimento più rapido grazie ai minori consumi.
In questa guida vedremo quanto incide realmente la finestra sul fabbisogno termico della casa, quali valori tecnici controllare prima dell’acquisto e come si migliora la classe energetica dell’immobile.
Il risparmio energetico con gli infissi non dipende mai da un singolo componente. Secondo i dati diffusi da ENEA e dalle linee guida internazionali, la dispersione di calore attraverso i serramenti può raggiungere il 30-40% del totale quando vetro, telaio e posa non sono ottimizzati. Per ottenere infissi ad alta efficienza energetica bisogna valutare l’insieme di questi tre elementi, non solo l’estetica o lo spessore del profilo.
Il vetro incide in modo diretto sulla trasmittanza termica Ug, cioè la quantità di calore che attraversa la sola parte vetrata. Oggi si utilizzano lastre basso emissive con gas argon o krypton nell’intercapedine, capaci di abbattere lo scambio termico fino a valori inferiori a 1.0 W/m²K. Il telaio invece definisce la trasmittanza complessiva Uw, che considera l’intero serramento. Materiali come il PVC, il legno e l’alluminio con taglio termico offrono prestazioni molto diverse: senza interruzione del ponte termico il calore trova una via di fuga preferenziale, vanificando in parte la qualità del vetro.
La posa in opera è il fattore che più spesso viene trascurato. La normativa UNI 11673 chiarisce che sigillature approssimative, controtelai non isolati e spallette non trattate riducono l’efficacia reale dell’infisso anche del 30% rispetto ai dati dichiarati in laboratorio. Per ottenere veri infissi a norma per il risparmio energetico serve una posa che garantisca tenuta all’aria, continuità dell’isolante e assenza di infiltrazioni.
Nel prossimo paragrafo analizziamo quali valori tecnici devi controllare sulla scheda prodotto per essere certo di acquistare finestre a risparmio energetico realmente performanti.
Per riconoscere una finestra a risparmio energetico non bisogna fermarsi all’aspetto esteriore o al numero di lastre di vetro. Il parametro fondamentale è il valore Uw, ovvero la trasmittanza termica dell’intero serramento. Più basso è Uw, maggiore è la capacità isolante. Molti consumatori confondono Uw con Ug, che riguarda esclusivamente il vetro: un errore che porta a sopravvalutare le prestazioni reali.
Ecco i valori di riferimento per il 2026:
Per la sola parte vetrata, i vetri basso emissivi con doppia camera raggiungono Ug tra 0.6 e 0.8 W/m²K, mentre un doppio vetro tradizionale si ferma a 2.7-3.0 W/m²K. La differenza tra un infisso base e uno ad alta efficienza può tradursi in una riduzione dei consumi per riscaldamento e raffrescamento superiore al 25% annuo.
Oltre alla trasmittanza, è utile verificare il fattore solare g, che indica quanta energia solare entra attraverso il vetro. Per chi cerca infissi per risparmiare in bolletta tutto l’anno, il bilanciamento tra isolamento invernale e protezione estiva è essenziale.
Vediamo ora come la sostituzione dei serramenti incide sulla classe energetica dell’immobile e sul suo valore di mercato.
Il risparmio energetico con gli infissi produce effetti misurabili anche sull’Attestato di Prestazione Energetica, il documento che classifica gli edifici dalla classe A4 (massima efficienza) alla classe G (consumi elevatissimi). Sostituire vecchie finestre con vetro singolo con infissi a risparmio energetico di nuova generazione permette di guadagnare anche due classi energetiche, con benefici concreti in tre direzioni.
Primo, si riducono i consumi annui. Una casa efficiente dal punto di vista dei serramenti richiede meno ore di accensione del riscaldamento in inverno e meno utilizzo del condizionatore in estate. Secondo, aumenta il valore commerciale dell’immobile: un appartamento in classe A o B ha un prezzo al metro quadro mediamente superiore del 5-10% rispetto a uno in classe F o G. Terzo, migliora il comfort abitativo percepito: niente spifferi, niente pareti fredde vicino alle finestre, niente muffa da condensa.
Chi è interessato alla vendita finestre a risparmio energetico trova oggi un’offerta ampia e diversificata. Le soluzioni in alluminio con taglio termico garantiscono robustezza e manutenzione ridotta; gli infissi in PVC offrono un ottimo rapporto tra isolamento e costo; i serramenti in legno-alluminio uniscono estetica calda e alte prestazioni tecniche. La scelta va calibrata in base alla zona climatica di appartenenza e alle caratteristiche architettoniche dell’edificio.
L’investimento in infissi ad alta efficienza energetica si ripaga nel tempo grazie al minor esborso in bolletta e alle detrazioni fiscali ancora attive. Per ottenere il massimo risultato è però indispensabile affidarsi a una posa certificata che elimini ponti termici e infiltrazioni, trasformando una semplice sostituzione in un reale intervento di riqualificazione energetica.
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